L'acqua in bottiglia contiene oltre 24.000 sostanze chimiche, tra cui interferenti endocrini.

Ma una delle principali preoccupazioni, e la motivazione principale alla base dei risultati dello studio, è il DEHF, una sostanza chimica utilizzata per rendere le bottiglie di plastica più flessibili. Secondo quanto riportato, il DEHF è stato chiaramente identificato nell'acqua analizzata come il principale e più evidente responsabile dell'attività antiestrogenica. Nonostante la presenza di oltre 24.000 altre sostanze chimiche potenzialmente dannose, il DEHF si è distinto come l'unico interferente endocrino in grado di causare questo specifico effetto osservato, un dato estremamente preoccupante.

Il riassunto dello studio pubblicato dimostra che 13 dei 18 campioni di acqua in bottiglia analizzati hanno mostrato un'attività antiestrogenica "significativa", mentre 16 dei 18 campioni hanno inibito i recettori androgeni dell'organismo di un sorprendente 90%. Inoltre, oltre al DEHF, anche le altre 24.520 sostanze chimiche presenti in tracce sono state identificate come aventi attività antagonista, ovvero dannose per il sistema ormonale.

È stato dimostrato che diverse migliaia di sostanze chimiche interferenti endocrine utilizzate nella produzione di plastica sono pericolose.

A quanto pare, il DEHF non è l'unica sostanza a causare danni significativi al sistema endocrino, poiché il team non è riuscito a identificarla specificamente come antiandrogena. Ciò suggerisce che un'altra sostanza chimica, o una combinazione di sostanze chimiche, si disperda nell'acqua in bottiglia, interferendo con i sistemi di segnalazione chimica dell'organismo, responsabili, ovviamente, della produzione e dell'utilizzo degli ormoni.