Facevo servizio come cameriera a un ricevimento di nozze quando, sollevando gli occhi verso il tavolo degli sposi, sentii il vassoio vacillare tra le dita. Lo sposo… era identico a mio marito, David.
Vederlo lì, accanto a un’altra donna, sorridente, elegante, perfettamente a suo agio in quel ruolo, mi fece crollare il mondo addosso. In un istante, tutto ciò che credevo solido nella mia vita si sgretolò.
I matrimoni hanno sempre questo effetto su di me: riportano a galla emozioni, ricordi, promesse. Anche il nostro era stato così. Niente lusso, niente effetti speciali, solo noi due, giovani e innamorati, pronti a costruire qualcosa di vero. Dopo sette anni insieme, quel giorno continuava a sembrarmi uno dei più belli della mia vita. Forse era anche per questo che lavorare ai ricevimenti non mi pesava mai davvero. Ogni sala decorata con fiori, ogni candela accesa, ogni brindisi mi riportavano per un attimo a quella felicità semplice. Mai avrei pensato che proprio durante uno di quei matrimoni mi sarei trovata davanti a qualcosa capace di sconvolgermi così.