L’immagine mostra una citazione attribuita ad Albert Einstein che recita:
“Per smascherare un bugiardo, basta fare due domande…”
Questo tipo di frase è ampiamente diffuso sui social media, ma non esiste alcuna prova storica certa che Einstein fosse più pronunciato di questa affermazione. Il suo nome è usato specificamente per conferire autorevoluzione alla moderna conoscenza psicologica.
Tuttavia, al di là dell’attribuzione, l’idea si basa su principi reali della psicologia comportamentale.
Per smascherare un bugiardo, poniti queste due domande
Di Redazione Speciale | Psicologia e Comunicazione
Se usi un bug che non dipende da un’intuizione magica, non dipende dalla memorizzazione della coerenza.
Gli studi sull’inganno dimostrano che la menzogna richiede un carico cognitivo maggiore rispetto a dire la verità. Il bugiardo deve:
Inventare dettagli
Manterrò una coerenza temporale
Ricorderò cosa ti è successo
Controllare il linguaggio del corpo
Voglio aprire una porta.
“Dimmi esattamente come è successo, passo dopo passo.”
Quando qualcuno dice la verità, di solito ricorda le sequenze in modo abbastanza fluido, anche se dimentica dettagli minori.
Un bugiardo tende a:
Essere troppo vago
O eccessivamente dettagliato su parti irrilevanti
Evitare una cronologia chiara
Richiedere una ricostruzione passo dopo passo aumenta la pressione cognitiva.
Spesso emergono incongruenze quando la storia deve essere strutturata.
“Cosa è successo subito prima e subito dopo?”
Questa è la domanda chiave.
La maggior parte delle bugie si concentra sull’evento principale. Ciò che accade prima e dopo è solitamente meno preparato.