Sentii i suoi passi, veloci ma controllati, muoversi per la casa. Un colpo, qualcosa che cadeva, poi una porta spalancata.
— «Noé», chiamò. «Sono tuo zio Derek. Sono qui».
Passarono alcuni secondi.
Poi un lieve singhiozzo, appena udibile persino attraverso il telefono.
Sentii qualcosa spezzarsi dentro di me.
— «Eccoti, campione», disse Derek, ora più dolcemente. «Calmati, sei al sicuro adesso».
Chiusi gli occhi per un istante, appoggiai la fronte al volante e lasciai che il sollievo mi travolgesse come un’onda che faceva male tanto quanto guariva.
— «Sta…?» non riuscii a finire la domanda.
— «Il suo braccio è gonfio», rispose. «È spaventato, ma cosciente. Lo sto portando fuori dalla casa».
— «E Travis?»
Un’altra pausa.
— «È qui», disse Derek alla fine. «In salotto».
La gola mi si chiuse.
— «Cosa sta facendo?»
— «Niente», rispose Derek. «Ed è questo che mi preoccupa».
Il mondo sembrò fermarsi per un attimo.
— «Cosa intendi con niente?»
— «È seduto», spiegò. «Come se non fosse successo nulla. Come se… fosse normale».
Sentii un’ondata di rabbia salire nel petto, calda e incontrollabile.
— «Non fare nulla», dissi subito, intuendo ciò che Derek avrebbe potuto fare. «La polizia sta arrivando».
Derek non rispose subito.
E in quel silenzio capii qualcosa che mi fece gelare il sangue.
Aveva già preso una decisione.
— «Derek», insistetti. «Ascoltami. Non ne vale la pena. L’importante è Noé».
— «Lo so», disse infine. «È per questo che mi assicurerò che quel tipo non lo tocchi mai più».
— «La polizia se ne occuperà».
— «Ne sei davvero convinto?»
Le sue parole non erano aggressive, ma portavano qualcosa di più profondo. Qualcosa che veniva da esperienze che nessuno dei due voleva ricordare.»
— «Derek…»
— «Ho visto abbastanza», mi interruppe. «Non è la prima volta».
L’aria mi si bloccò nel petto.
— «Che cosa vuoi dire?»
— «Ci sono segni», disse a bassa voce. «Vecchi. Non di oggi».
Il mondo sembrò inclinarsi.
Tutto ciò che credevo di sapere, tutto ciò che avevo scelto di ignorare per comodità o per paura di complicare le cose con Lena, crollò in quell’istante.