«Mio figlio di quattro anni mi ha chiamato al lavoro piangendo: «Papà, il fidanzato di mamma mi ha colpito con una mazza da baseball.»»

Sentii i suoi passi, veloci ma controllati, muoversi per la casa. Un colpo, qualcosa che cadeva, poi una porta spalancata.

— «Noé», chiamò. «Sono tuo zio Derek. Sono qui».

Passarono alcuni secondi.

Poi un lieve singhiozzo, appena udibile persino attraverso il telefono.

Sentii qualcosa spezzarsi dentro di me.

— «Eccoti, campione», disse Derek, ora più dolcemente. «Calmati, sei al sicuro adesso».

Chiusi gli occhi per un istante, appoggiai la fronte al volante e lasciai che il sollievo mi travolgesse come un’onda che faceva male tanto quanto guariva.

— «Sta…?» non riuscii a finire la domanda.

— «Il suo braccio è gonfio», rispose. «È spaventato, ma cosciente. Lo sto portando fuori dalla casa».

— «E Travis?»

Un’altra pausa.

— «È qui», disse Derek alla fine. «In salotto».

La gola mi si chiuse.

— «Cosa sta facendo?»

— «Niente», rispose Derek. «Ed è questo che mi preoccupa».

Il mondo sembrò fermarsi per un attimo.

— «Cosa intendi con niente?»

— «È seduto», spiegò. «Come se non fosse successo nulla. Come se… fosse normale».

Sentii un’ondata di rabbia salire nel petto, calda e incontrollabile.

— «Non fare nulla», dissi subito, intuendo ciò che Derek avrebbe potuto fare. «La polizia sta arrivando».

Derek non rispose subito.

E in quel silenzio capii qualcosa che mi fece gelare il sangue.

Aveva già preso una decisione.

— «Derek», insistetti. «Ascoltami. Non ne vale la pena. L’importante è Noé».

— «Lo so», disse infine. «È per questo che mi assicurerò che quel tipo non lo tocchi mai più».

— «La polizia se ne occuperà».

— «Ne sei davvero convinto?»

Le sue parole non erano aggressive, ma portavano qualcosa di più profondo. Qualcosa che veniva da esperienze che nessuno dei due voleva ricordare.»

— «Derek…»

— «Ho visto abbastanza», mi interruppe. «Non è la prima volta».

L’aria mi si bloccò nel petto.

— «Che cosa vuoi dire?»

— «Ci sono segni», disse a bassa voce. «Vecchi. Non di oggi».

Il mondo sembrò inclinarsi.

Tutto ciò che credevo di sapere, tutto ciò che avevo scelto di ignorare per comodità o per paura di complicare le cose con Lena, crollò in quell’istante.