La tavola apparecchiata e nessuno che arriva: l’80° compleanno di María Luisa

Per prima cosa aveva messo sul fuoco un pozole rosso, proprio come piace a Javier: profumato, abbondante, con origano e tutto ciò che rende quel piatto un abbraccio di casa.

Subito dopo aveva impastato e cotto le tortillas una per una, con pazienza. Le dita non correvano più veloci come anni prima, eppure la sua cura diceva più di mille parole.

  • Pozole rosso preparato “come lo vuole lui”
  • Tortillas fatte a mano, una alla volta
  • Una torta semplice alle noci pecan, amata dai nipoti

Infine aveva sfornato un dolce modesto ma speciale: una torta alle noci pecan dal sapore tradizionale, di quelle che sembrano custodire ricordi nelle briciole.

A mezzogiorno, nella sua piccola casa in un quartiere tranquillo di Puebla, l’aria profumava di cucina e di attesa. Sembrava che anche le stanze trattenessero il respiro.

La tavola pronta, il cuore in ascolto

La tavola era apparecchiata con una precisione quasi cerimoniale: la tovaglia ricamata delle grandi occasioni, i bicchieri di vetro conservati per i momenti importanti, e sei piatti allineati con cura.

María Luisa si era fatta una doccia, aveva indossato un vestito a fiori “da festa” e si era seduta vicino alla finestra. Aspettare, a volte, stanca più di qualsiasi lavoro.

Ogni automobile che passava le faceva battere il cuore più forte.

Ogni rumore dalla strada sembrava poter dire: “Eccoli, stanno arrivando”.

Ma le macchine proseguivano, una dopo l’altra, senza fermarsi.