Non urlò. Non la accusò.
Sospirò soltanto, la abbracciò e disse: “Vorrei che ti fossi fidata di me”.
Il senso di colpa era schiacciante.
La mattina dopo, esausta e disperata per farsi perdonare, lei gli diede l’intero stipendio mensile.
“Per favore”, sussurrò. “Mi dispiace. Usalo per qualcosa di carino. Per noi”.
La baciò sulla fronte e la ringraziò.
Quel pomeriggio uscì di casa.
E usò i soldi per comprare un regalo alla sua ragazza,
quello salvato sul suo telefono come:
“Zio Mike il meccanico”.