Quella notte, quelle parole stavano per trasformarsi in una realtà inattesa.
Stava controllando alcune bollette quando sentì bussare alla porta. Era tardi, e non aspettava nessuno. Aprì con cautela e si trovò davanti due adolescenti fradice fino alle ossa, che sembravano avere non più di sedici anni. Tremavano per il freddo e avevano l’espressione smarrita di chi ha perso ogni punto di riferimento.
«Mi scusi, signore», disse una delle due con voce incerta. «Noi… ci siamo perse. Stiamo cercando un posto dove passare la notte, ma nessuno ha voluto ospitarci.»
Il cuore di David si strinse. Era una notte dura, e quelle ragazze sembravano davvero spaventate.
«Entrate subito», rispose senza esitare. «Resterete malate fuori con questo tempo.»
Le gemelle, grate ma ancora nervose, varcarono la soglia. Indossavano abiti consumati e i loro volti pallidi raccontavano la fatica della serata. David provò subito compassione per loro. Andò a prendere degli asciugamani, mentre Timmy le osservava in silenzio, incuriosito da quella visita improvvisa.
Ben presto, nella stanza si diffuse il profumo del cibo caldo. David servì loro da mangiare e cercò di farle sentire al sicuro.
«Dove sono i vostri genitori?» chiese con delicatezza.
Una delle due abbassò lo sguardo e rispose con esitazione: «Sono… lontani da qui.»
David capì che c’era qualcosa che non volevano raccontare. Tuttavia, non insistette. Non poteva nemmeno immaginare cosa significasse essere così giovani, sole e disorientate in mezzo a una tempesta.
Per il resto della serata, fece tutto il possibile per offrire loro conforto. Preparò il divano per farle dormire e disse che avrebbero potuto restare fino al mattino. Le ragazze lo ringraziarono con una sincerità commovente. Quando finalmente si coricò, David pensò di aver compiuto soltanto un piccolo gesto di umanità, uno di quelli che il mondo sembra dimenticare troppo spesso.