Padre e figlia dispersi sui Pirenei: cinque anni dopo, degli escursionisti scoprono cosa si nascondeva in una fessura.

“Questa cosa non torna”, sussurrò Morel a uno dei tecnici. “Se Julián ha scritto questo dopo essersi perso… dobbiamo scoprire il perché.”

La riapertura delle indagini si trasformò in un enigma. E ciò che la squadra scoprì il giorno successivo, scendendo sempre più in profondità nella fenditura, cambiò completamente l’interpretazione del caso.

I soccorritori iniziarono la discesa all’alba. Installarono corde, ancoraggi e sensori termici. La fessura era stretta e umida, e ogni metro sembrava inghiottire la luce. Il suono del vento si affievolì man mano che scendevano, sostituito da un pesante silenzio, come se l’aria fosse rimasta intrappolata lì per secoli.

A otto metri di distanza trovarono il primo indizio significativo: un pezzo di stoffa rossa, forse parte della giacca a vento di Julián. Era strappato, ma non a causa di una caduta improvvisa; sembrava piuttosto che fosse stato strappato intenzionalmente, come un segno o un simbolo.

“È una cosa voluta”, ha detto Morel. “Julian stava cercando di lasciare una traccia.”

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